Come Devono Stare I Denti A Bocca Chiusa?

Faq frequenti – Come capire se si ha una malocclusione? Per capire se si ha un problema di malocclusione l’unico modo è quello di fare una, Come si cura la malocclusione dentale? Dipende dal grado e dalla gravità di malocclusione che si ha. Sarà il tuo dentista a giudicare come intervenire.

Quando si ha la bocca chiusa i denti si devono toccare? La linea immaginaria tra i due centrali dell’arcata superiore deve continuare con quella dei due incisivi dell’arcata inferiore. L’arcata superiore va a coprire leggermente quella inferiore, senza toccarsi e senza scivolamento. Cosa significa quando mi scatta la mandibola? Se la mandibola scatta, fa click o scrocchia significa che molto probabilmente è presente una disfunzione a livello temporo-mandibolare.

È bene approfondire con una visita presso il proprio dentista di fiducia. La visita di controllo periodica è importante per la tua salute dentale Per abilitare il tasto di Invio Messaggio è necessario prima accettare le condizioni d’uso. : Malocclusione dentale: cos’è e come trattarla | Studio dentistico Zara

Qual è la posizione giusta dei denti?

Gentili pazienti bentrovati. Nell’articolo di questa settimana scopriremo vari aspetti dell’occlusione dentale, su come influisce sulla crescita di cranio e faccia e di come determini la fisionomia del volto. Il rapporto tra malocclusione, postura corporea e disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è un argomento su cui si susseguono da anni studi e ricerche nella comunità scientifica.

In generale possiamo sostenere che esista una relazione tra caratteristiche occlusali e posturali e, in molti casi, alcuni disturbi dell’ATM risultano essere conseguenti ad anomalie occluso-posturali. Ma partiamo dal concetto di OCCLUSIONE Ogni volta in cui stringiamo i denti si realizza quella che viene chiamata occlusione dentale.

Contale termine si intende la disposizione (allineamento) che, in modo naturale, si crea tra l’arcata superiore e quella inferiore quando si chiude la bocca, Un soggetto con una corretta occlusione mostrerà un bilanciamento tra la posizione della mandibola e della mascella, mentre per molti individui questo equilibrio non esiste.

Disturbi masticatori, Problemi all’articolazione Problemi nella deglutizione, Tensioni muscolari: dolori cervicali e mal di testa, Effetti negativi sulla postura.

Quindi abbiamo compreso cosa si intende per occlusione dentale, vediamo ora come questa sia in grado di influenzare il nostro benessere, comportando squilibri anche “lontani” dal cavo orale. Prima di tutto abbiamo avuto modo di sottolineare come la presenza di una malocclusione sia in grado di causare disturbi e dolore sia ai muscoli masticatori, sia alle articolazioni dell’ATM,

La posizione che assumiamo quando chiudiamo la bocca è stabilita dai nostri denti: l’unico modo in cui possiamo chiudere la bocca è quello in cui denti superiori ed inferiori trovano il loro “incastro”, l’uno sull’altro. Ricordiamo come in condizioni ideali l’arcata dentale superiore è posizionata leggermente più avanti rispetto a quella inferiore ; in questo modo le cuspidi (ossia le punte dei denti) trovano il loro posto nei solchi del dente corrispondente opposto.

In moltissimi casi, però, la posizione della parte inferiore (ossia della mandibola) rispetto a quella superiore (mascella) non risulta essere corretta. Quindi ci si potrebbe ritrovare in una situazione in cui gli elementi dentali risultano “incrociarsi” in una posizione che potrebbe essere non quella giusta a livello mandibolare (risultando eccessivamente avanti o indietro).

  1. In condizioni fisiologiche le due arcate dentarie combaciano in modo armonico ed equilibrato, svolgendo correttamente sia le funzioni masticatorie sia quelle fonetiche.
  2. Al contrario, la malocclusione potrà comportare disarmonie (funzionali e fisiologiche) in grado di porre in essere effetti estremamente negativi sul nostro benessere generale,

Risulta importante ricordare a riguardo come una scorretta occlusione destabilizzi anche altri aspetti della nostra salute (non solo orale) come ad esempio: mal di schiena, mal di testa e disturbi cervicali. Origine dell’occlusione dentale Prima causa dell’occlusione scorretta è il carattere ereditario: nella maggior parte dei casi la malocclusione è tramandata a livello genetico di generazione in generazione.

Suzione del pollice, del ciuccio, del biberon in età infantile (cioè dai 3 anni in su), Suzione di penne e biro Respirazione orale (sindrome delle apnee ostruttive del sonno, presenza di adenoidi, tonsille gonfie) Mancanza di uno o più elementi dentali Interventi dentali scorretti o mal eseguiti (come ad esempio otturazioni, corone ed impianti dentali che alterano l’occlusione dentale) Bruxismo Denti scheggiati e non ricostruiti Altro (Artrite reumatoide, fratture ossee, tumori, ecc.)

Come si manifesta, e quali sono i sintomi generali di una malocclusione? La malocclusione può comportare diverse conseguenze (e di diversa gravità, in base alla situazione) tra cui ricordiamo:

Disturbi masticatori Mal di testa Irregolarità nei lineamenti del viso Disturbi della fonazione Effetti negativi per la nostra colonna vertebrale (e conseguenti mal di schiena e/o torcicollo) Rischio di soffrire di apnee notturne (in quanto aumenta la tendenza a respirare con la bocca aperta) Disturbi dell’ATM (articolazione temporo-mandibolare) Disturbi otorinolaringoiatrici (come ad esempio: otalgia, cioè il mal di orecchie) Problemi estetici Acufeni, vertigini

Tra i vari aspetti in cui si manifesta un problema di occlusione ricordiamo invece: sovraffollamento dei denti (al quale sarà direttamente connesso l’aumento del rischio di sviluppare carie, soffrire di gengivite, di malattia parodontale, ecc.), alterazioni della dimensione della mascella (che risulterà essere sproporzionata rispetto ai denti ), differenza della dimensione di un’arcata rispetto all’altra, morso inverso, ecc.

I CLASSE (o normo-occlusione), in questo caso, come si può osservare dalla foto, la chiusura delle arcate dentarie è tendenzialmente normale.

I denti dell’arcata superiore sovrastano leggermente quelli inferiori ed è l’occlusione maggiormente diffusa.

II CLASSE, l’occlusione in questo caso è irregolare per il fatto che i denti dell’arcata superiore in senso latero-posteriore risultano più avanti del normale, andando oltre quelli dell’arcata inferiore, stessa cosa vale per la mascella, la quale risulta sovrastare la mandibola. III CLASSE (anche detta prognatismo), in questo caso gli elementi dentali e/o le ossa dell’arcata inferiore risultano essere più avanti rispetto all’arcata superiore, come nella foto.

Strettamente legato al discorso delle occlusioni risulta essere il discorso sui vari tipi di morso, Potrà a riguardo parlarsi di: morso profondo (gli incisivi superiori coprono eccessivamente quelli inferiori, mentre i molari chiudono in maniera corretta), morso incrociato (alcuni elementi dell’arcata inferiore coprono i denti dell’arcata superiore), morso aperto (la posizione dei molari risulta essere allineata e corretta, ma gli incisivi non si sovrappongono ed i denti anteriori delle due arcate non si toccano).

In base a quanto detto risulta chiaro come alcune malocclusioni siano immediatamente evidenti, e come altre si notino solo effettuando una visita professionale dal proprio odontoiatra di fiducia. Il professionista effettuerà un controllo della mandibola e dell’occlusione, sia chiedendo al paziente di aprire, chiudere, mordere e serrare i denti per controllare sia il morso sia l’occlusione delle arcate dentarie.

Per ulteriori accertamenti potranno utilizzarsi test diagnostici specifici, tra cui:

Impronte, per riprodurre un modello in gesso delle arcate dentarie del paziente. Risonanza magnetica Fotografie intra ed extra- orali Radiografie sia delle arcate dentarie, sia di testa/cranio per verificare la gravità di un’occlusione Elettromiografia (effettuata con un apposito strumento: il Teethan. Con esso sarà possibile valutare rapidamente la condizione occlusale del paziente, senza ricorrere a strumenti invasivi. Teethan è in grado di elaborare un report digitale sulla condizione occlusale del paziente)*. Analisi clinica del paziente

Una volta diagnosticata, riconosciuta e classificata la malocclusione sarà necessario procedere, ed il vostro odontoiatra di fiducia saprà orientarvi verso la cura più adatta ed efficace al vostro caso concreto. In alcuni casi non sarà richiesto un vero e proprio intervento, mentre in altri casi sarà necessario intervenire in modo specifico per risolvere la situazione (soprattutto in caso di malocclusione grave).

In caso di malocclusione lieve o moderata sarà sufficiente correggere le abitudini erronee (ad esempio utilizzando una placca di svincolo notturna per limitare gli effetti negativi del bruxismo, evitare di succhiare il pollice o il biberon e correggere la deglutizione atipica) In altri casi potrà rendersi necessario intraprendere terapie ortodontiche (sia fisse, sia mobili ed Invisaling per correggere la posizione degli elementi dentali) Procedere con l’estrazione dentaria di elementi che potrebbero compromettere l’occlusione o che sono causa del sovraffollamento (tipico caso è l’estrazione dei denti del giudizio) e poi procedere col trattamento ortodontico Utilizzo di particolari apparecchi BIO-ATTIVATORI in grado, tramite i principi dell’elastodonzia, di orientare le forza che interessano la nostra bocca Terapia protesica e/o implantare (volta a riottenere la corretta dimensione verticale, compensare le lacune dentarie per evitare mal-posizionamenti linguali e per ripristinare la corretta funzione masticatoria bilanciata su entrambi i lati) Nei casi più gravi, invece, si renderà necessario procedere con interventi chirurgici specifici volti a ripristinare e rimodellare l’occlusione dentale,

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I problemi occlusali e di allineamento vengono trattati in maniera semplice e veloce quando intercettati precocemente, quindi in età infantile/adolescenziale (questo per via della plasmabilità ossea e della rapidità con cui i denti si spostano), mentre nell’adulto tale trattamento risulterà essere un po’ più lungo ed articolato.

Occlusione e postura L’occlusione dentale ha un’importante influenza anche sulle articolazioni temporo-mandibolari, cioè quella parte di mandibola che si articola con il cranio. La mandibola gioca un ruolo fondamentale, in quanto risulta fungere da “conformatore” cranico (il quale si adegua alla funzione masticatoria da cui dipende quella mandibolare).

Possiamo sostenere con certezza che le disfunzioni occlusali (specificatamente mandibolari) in grado di interferire sulla postura risultano essere quelle che determinano una masticazione scorretta (ad esempio monolaterale) ed un occlusione irregolare.

Cosa c’entrano i denti con la postura?

Influenza dei denti sulla postura e disturbi connessi – La postura è la configurazione assunta dal corpo in posizione eretta, con un’attitudine dinamica, che risponde agli stimoli ricevuti dagli occhi, dai muscoli della testa e del collo, e dai piedi.

alterazioni dell’equilibriomialgieriduzione della forzacefalee tensivecervicalgiedisturbi acufeni e disturbi visiviscoliosi, cifosi o lordosi (con modifiche patologiche del normale allineamento della colonna vertebrale)

Più nello specifico, è stata studiata una correlazione tra le diverse classi di malocclusione ed i possibili conseguenti disturbi. In particolare, la malocclusione di III classe genera un arretramento della testa rispetto alla posizione fisiologica: il conseguente spostamento del baricentro, e gli sforzi del corpo per adeguarsi, generano mialgie notevoli e cifosi.

  1. Anche la malocclusione di II classe provoca problematiche posturali, sebbene in senso contrario: si verifica infatti un avanzamento della testa, con adeguamento posturale errato e foriero di lordosi/mialgie.
  2. Se l’asimmetria è di tipo laterale, le conseguenze possono essere torsioni compensatorie, con alterazione posturale, otalgie e cefalea tensiva.

In tutti i casi, qualsiasi disturbo temporo-mandibolare può avere pesanti ripercussioni sullo ioide, che a sua volta andrà ad innescare contrazioni patologiche ai fasci muscolari discendenti, con disturbi su spalle e bacino.

Come stanno i denti a riposo?

– se hai i denti in contatto, staccare immediatamente il contatto tra i denti e rilassare la mandibola – se hai i muscoli masticatori in tensione, muovere la mandibola a destra e sinistra per poi aprire grande la bocca cercando di distendere le fibre muscolari per poi rilassarle.

Come chiudere spazi tra i denti?

Correzione del diastema con le faccette – La chiusura del diastema può avvenire con le faccette dentali. Ovvero gusci di porcellana o ceramica che ricoprono il dente e nascondono gli inestetismi. Con un’adeguata opera di modellamento è possibile creare delle faccette in grado di rimediare al diastema in tempi minimi.

Come capire se hai problemi alla mandibola?

L’articolazione temporomandibolare – Nella forma più comune di questo disturbo, il disco articolare è collocato di fronte (anteriormente) rispetto alla sua posizione normale. Il disco può essere spostato fuori sede quando i legamenti che lo mantengono in posizione si allentano o, spesso, si allungano a causa di un trauma articolare (stiramento del legamento).

  • L’incoordinazione condilo-discale dell’ATM può insorgere con o senza riduzione.
  • Per riduzione si intende che le parti di un’articolazione ritornino in posizione normale.
  • La dislocazione del disco con riduzione è più comune rispetto alla dislocazione senza riduzione e colpisce circa un terzo della popolazione adulta.

Nell’incoordinazione con riduzione, il disco si trova davanti alla sua posizione normale solo quando la bocca è chiusa. Appena la bocca si apre e la mascella scivola in avanti, il disco scivola indietro nella sua posizione normale, spesso con uno schiocco o uno scatto sonoro.

Appena la bocca si chiude, il disco scivola di nuovo in avanti. Nell’incoordinazione condilo-discale dell’ATM senza riduzione, il disco non ritorna mai in posizione normale e quindi il grado di apertura della bocca è ridotto. L’incoordinazione dell’ATM può causare l’infiammazione dell’articolazione (capsulite).

Le incoordinazioni dell’ATM interne possono essere dolorose oppure no. L’artrite dell’articolazione temporomandibolare può essere dovuta a osteoartrite, artrite reumatoide, artrite infettiva o lesioni, in particolare quelle che provocano sanguinamento nell’articolazione.

Queste lesioni sono piuttosto comuni nei bambini che ricevono colpi direttamente sul mento o lateralmente. L’ artrite traumatica, cioè l’artrite che si sviluppa in seguito a un trauma (ad esempio in caso di eccessiva distensione della mascella durante la complessa estrazione di un dente), è rara. L’anchilosi è la perdita del movimento articolare dovuta a una fibrosi (cicatrizzazione) o fusione ossea tra i capi articolari o a una calcificazione (deposito di calcio nei tessuti dell’organismo) dei legamenti circostanti.

L’anchilosi spesso è dovuta a un trauma o a un’infezione, ma potrebbe essere congenita o causata dall’artrite reumatoide. L’ipermobilità (allentamento della mandibola) insorge quando i legamenti che tengono insieme l’articolazione si allungano eccessivamente come in chi è molto snodato.

  1. Nell’ipermobilità, la dislocazione è in genere causata dalla forma delle articolazioni, dall’allentamento dei legamenti (lassità) e dalla tensione muscolare.
  2. Può essere provocata dal tentativo di aprire eccessivamente la bocca o da un urto alla mascella.
  3. I sintomi dei disturbi temporomandibolari includono cefalea, indolenzimento dei muscoli masticatori e scatto sonoro o schiocco oppure blocco delle articolazioni.

A volte il dolore sembra essere localizzato vicino all’articolazione piuttosto che nell’articolazione stessa. I disturbi temporomandibolari possono rappresentare la causa di cefalee ricorrenti che non rispondono al normale trattamento medico. Altri sintomi includono dolore o rigidità del collo e delle spalle, vertigini, dolore o sensazione di otturazione delle orecchie e disturbi del sonno.

Le persone con disturbi temporomandibolari spesso hanno difficoltà ad aprire del tutto la bocca. Per esempio, molte persone senza disturbi temporomandibolari possono posizionare la punta dell’indice, del medio e dell’anulare, tenute insieme, in posizione orizzontale nello spazio tra la parte superiore e inferiore dei denti frontali senza forzare.

In chi soffre di disturbi temporomandibolari (tranne nel caso di ipermobilità), questo spazio è di solito notevolmente ridotto. Le persone con dolore muscolare possono avvertire dolore, affaticamento e tensione ai lati del viso al risveglio o dopo momenti particolarmente stressanti della giornata.

  1. Serrare e digrignare i denti Digrignamento dei denti Il digrignamento dei denti consiste nel serrare o digrignare i denti.
  2. Il digrignamento dei denti può verificarsi durante il sonno (il cosiddetto, bruxismo notturno) e durante la veglia (bruxismo.
  3. Maggiori informazioni durante il sonno e la respirazione disturbata nel sonno, come nel caso dell’ apnea ostruttiva notturna Apnea notturna L’apnea notturna è un grave disturbo del sonno in cui il respiro si arresta ripetutamente per un tempo sufficientemente lungo da perturbare il sonno e, spesso, ridurre la quantità di ossigeno.

maggiori informazioni, possono far sì che le persone si sveglino lamentando cefalea, che può diminuire lentamente nel corso della giornata. I sintomi, cefalea compresa, possono tuttavia presentarsi durante il giorno in alcuni soggetti se continuano a serrare o digrignare i denti da svegli.

Quando la mascella si apre, questa può spostarsi leggermente (deviazione) da un lato o dall’altro e potrebbe non aprirsi del tutto. I muscoli masticatori sono particolarmente dolenti e sensibili al tatto. Piccoli punti o nodi nei muscoli (chiamati punti grilletto o trigger point) sono sensibili e se sottoposti a pressione possono provocare dolore riferito in altri punti della testa e del collo.

L’incoordinazione condilo-discale dell’articolazione in seguito a dislocazione anteriore del disco con riduzione di solito causa uno scatto sonoro o uno schiocco nell’articolazione all’apertura della bocca o con lo spostamento laterale della mascella.

Le persone circostanti a volte possono addirittura sentirne il rumore. In molte persone questi rumori articolari rappresentano gli unici sintomi. Tuttavia, alcuni provano anche dolore, soprattutto quando masticano cibi duri. In una piccola percentuale di persone questi rumori progrediscono fino al blocco delle articolazioni.

Le malocclusioni dentarie

L’incoordinazione condilo-discale dell’articolazione in seguito a dislocazione anteriore del disco senza riduzione non fa rumore, ma rende difficile aprire completamente la bocca. Generalmente provoca dolore e un senso di articolazione fuori posto. Nelle persone con articolazioni che schioccano sempre (dislocazione discale anteriore con riduzione), solitamente questo tipo di incoordinazione articolare inizia all’improvviso.

  1. Talvolta le persone scoprono di non essere in grado di aprire completamente la mandibola al risveglio.
  2. Dopo 6-12 mesi, il dolore può diminuire e la limitazione dell’apertura della bocca si risolve.
  3. L’ artrite reumatoide Artrite reumatoide (AR) L’artrite reumatoide è un’artrite infiammatoria in cui le articolazioni, in genere quelle delle mani e dei piedi, sviluppano un’infiammazione, dando luogo a gonfiore, dolore e spesso distruzione.
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maggiori informazioni causa dolore, gonfiore dell’articolazione temporomandibolare e una limitazione del movimento della mascella. In genere colpisce entrambe le articolazioni temporomandibolari in modo quasi identico, il che si verifica raramente in altri tipi di disturbi temporomandibolari.

In caso di artrite reumatoide grave, specialmente nei bambini, i condili mandibolari possono degenerare e accorciarsi, causando deformazioni al viso. Questo danno può portare all’improvviso disallineamento Malocclusione La malocclusione è l’allineamento anomalo dei denti dell’arcata superiore con quelli dell’arcata inferiore.

In condizioni normali, l’arcata superiore è posizionata leggermente più avanti rispetto. maggiori informazioni di molti o di tutti i denti superiori e inferiori. Sebbene sia raro, se il danno è grave le ossa della mascella possono alla fine fondersi insieme (anchilosi). L’ artrite traumatica provoca dolore e sensibilità dell’articolazione temporomandibolare e limitazione dei movimenti della mascella.

Valutazione del dentista o del medico A volte esami di diagnostica per immagini Per l’artrite infettiva, aspirazione di liquido Talvolta polisonnografia (studio del sonno)

Quasi sempre il dentista o il medico formulano una diagnosi di disturbo temporomandibolare solo sulla base dell’anamnesi medica e dentale e dell’esame obiettivo. Parte dell’esame prevede l’esercizio di una leggera pressione sul lato del viso o il posizionamento del mignolo nell’orecchio del paziente, premendo delicatamente in avanti mentre questi apre e chiude la mascella per ascoltare o avvertire eventuali rumori di incastri, scatti o schiocchi.

Inoltre, il medico preme delicatamente sui muscoli masticatori per rilevare dolore o sensibilità e osserva se la mascella slitta quando il paziente chiude i denti. Alla persona viene chiesto di aprire la bocca il più possibile senza avvertire disagio. In genere è possibile aprire la bocca di circa 4 centimetri.

L’artrite infettiva può essere sospettata in caso di infiammazione della superficie intorno e sopra l’articolazione temporomandibolare e periarticolare e quando il movimento dell’articolazione è doloroso e limitato. Anche un’infezione in un’altra parte dell’organismo è un utile indizio.

  1. Per confermare la diagnosi di artrite infettiva, il medico inserisce un ago nell’articolazione temporomandibolare ed estrae il liquido (aspirazione), che viene analizzato per valutare la presenza di batteri.
  2. Se la causa è l’ipermobilità, la persona in genere è in grado di aprire la bocca di oltre tre dita.

La mascella può presentare una lussazione cronica. Se la causa è l’anchilosi, l’ampiezza di apertura della bocca si riduce sensibilmente. Se i sintomi di dolore muscolare e tensione continuano, i medici possono prescrivere esami per diagnosticare un disturbo del sonno.

Terapia ortodontica e analgesici Misure di autoaiuto Talvolta fisioterapia Talvolta intervento chirurgico Talvolta altri farmaci (quali miorilassanti, sonniferi o tossina botulinica)

Dispositivi orali Un dispositivo orale è spesso il trattamento migliore per il dolore e la tensione del muscolo della mascella. Per le persone consapevoli di serrare o digrignare i denti la terapia con dispositivi orali può rivelarsi estremamente utile.

Il dentista prepara un sottile dispositivo orale di plastica da adattare all’arcata dentale inferiore o superiore, che viene regolato per consentire alla persona un morso uniforme. Il dispositivo orale, di solito indossato durante il sonno (bite), spesso riduce il serramento e il digrignamento dei denti, permettendo ai muscoli della mascella di riposare e di recuperare.

Per il dolore diurno, un dispositivo orale permette ai muscoli della mascella di rimanere rilassati e garantisce la stabilità del morso, riducendo quindi il fastidio. Inoltre, può prevenire il danno ai denti sottoposti a considerevole stress durante il serramento e il digrignamento.

Il passaggio a una dieta basata su cibi più morbidi, tagliare il cibo in pezzi più piccoli, masticare lentamente e non aprire la bocca eccessivamente diminuiscono la tensione muscolare e il carico sulle articolazioni temporomandibolari. Tenere i denti superiori e inferiori staccati durante la veglia può aiutare a interrompere l’abitudine di serrare o digrignare i denti, riducendo inoltre la tensione muscolare e il carico sulle articolazioni temporomandibolari. Sviluppare qualche sistema per cercare di ricordare di correggere una postura sbagliata aiuta la mandibola e i muscoli del collo/della spalla a recuperare. È utile anche applicare calore umido ai muscoli affaticati.

Fisioterapia Potrebbe inoltre essere prescritta la fisioterapia. La fisioterapia può prevedere l’impiego di ultrasuoni, il biofeedback elettromiografico (durante il quale la persona impara a rilassare i muscoli), lo spray e gli esercizi di distensione (durante i quali la mascella viene aperta dopo aver applicato sulla cute della zona sensibile uno spray refrigerante o del ghiaccio). ) può aiutare. Alcune persone traggono giovamento da terapie per la gestione dello stress, talvolta unite al biofeedback elettromiografico (vedere la barra laterale Fisioterapia per i muscoli mascellari Fisioterapia per i muscoli mascellari ) e counseling. Farmacoterapia Anche la terapia farmacologica può rivelarsi valida. Per esempio, possono essere prescritti farmaci miorilassanti, come la ciclobenzaprina, per alleviare la tensione e il dolore. Talvolta può essere assunta temporaneamente una benzodiazepina (un ansiolitico che è anche un miorilassante) prima di coricarsi per aiutare ad alleviare i sintomi.

Questi farmaci non sono però risolutivi, sono in genere controindicati nelle persone anziane e sono prescrivibili per un breve periodo, solitamente per un mese al massimo. Anche gli analgesici come il paracetamolo o altri FANS possono aiutare ad alleviare il dolore. In genere non viene prescritta la terapia con analgesici oppiacei, in quanto il trattamento può essere prolungato e questi farmaci possono creare dipendenza.

I sonniferi (sedativi) sono impiegati occasionalmente e per periodi brevi nelle persone con disturbi del sonno dovuti al dolore. Le persone che possono avere un disturbo del sonno, quale l’ apnea ostruttiva notturna Apnea notturna L’apnea notturna è un grave disturbo del sonno in cui il respiro si arresta ripetutamente per un tempo sufficientemente lungo da perturbare il sonno e, spesso, ridurre la quantità di ossigeno., devono consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi benzodiazepina o sedativo (compresi sonniferi da banco) o farmaco miorilassante, perché questi farmaci possono peggiorare il disturbo. Per alleviare gli spasmi muscolari e il dolore sono stati utilizzati la tossina botulinica o anestetici iniettati nei trigger point muscolari.

In alcuni casi di dolore cronico possono essere utili farmaci antidepressivi. A prescindere dal tipo di terapia, la maggior parte dei pazienti mostra un significativo miglioramento nel giro di 3 mesi. In caso di sintomi non gravi, molti pazienti migliorano senza terapia. Nella incoordinazione condilo-discale dell’articolazione con o senza riduzione, la terapia è necessaria solo in presenza di dolore o disturbi durante i movimenti della mascella.

Per il dolore vengono spesso prescritti FANS. Se ci si rivolge al dentista o al medico subito dopo la comparsa dei sintomi, questi può essere in grado di riportare manualmente il disco nella sua posizione normale. Se un soggetto ha sofferto del disturbo per meno di 3-6 mesi, può essere utilizzato un dispositivo di riposizionamento anteriore, che tiene la mascella inferiore in avanti, mantiene il disco in posizione e permette ai legamenti di sostegno di contrarsi e diventare indolori.

Nel corso di 2-4 mesi, il dispositivo orale viene regolato per permettere alla mascella di ritornare nella posizione normale, sempre prevedendo che il disco non si sposti. Tuttavia, quanto più a lungo il disco rimane dislocato, tanto meno probabile è che il riposizionamento abbia successo. Una persona con incoordinazione condilo-discale dell’articolazione, con o senza riduzione, deve evitare di spalancare la bocca, ad esempio quando sbadiglia o addenta un grosso panino, perché le articolazioni lese sono meno protette durante queste attività rispetto a quelle di una mascella sana.

Alle persone con questo disturbo viene consigliato di sminuzzare gli alimenti e di mangiare cibi facili da masticare. A volte il disco dislocato si blocca all’altezza dell’articolazione temporomandibolare (ATM), impedendo la completa apertura della mascella.

Deve quindi essere spostato manualmente ulteriormente per permettere all’articolazione di muoversi completamente. Per aumentare lentamente il movimento mascellare sono stati utilizzati dei dispositivi che permettono di allungare passivamente la mascella. Questi dispositivi vengono usati più volte al giorno.

Sono costituiti da uno strumento a vite che viene posizionato tra i denti frontali e avvitato, un po’ come il cric di un’automobile, per spostare delicatamente il disco in avanti, creando un’apertura più ampia. Se questo dispositivo non è disponibile, il medico può utilizzare diversi abbassalingua impilati posizionandoli tra i denti frontali e inserendo un ulteriore abbassalingua al centro della pila per aumentare l’apertura della bocca un po’ alla volta.

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Una persona con osteoartrite dell’articolazione temporomandibolare deve mantenere quanto più possibile la mascella a riposo, utilizzare un dispositivo orale o di altro tipo per il controllo della tensione muscolare e assumere un analgesico (come il paracetamolo o un FANS) per il dolore. Il dolore di solito scompare nel giro di 6 mesi, con o senza trattamento.

Perfino in assenza di trattamento, i sintomi si riducono, probabilmente perché il tessuto dietro il disco diventa cicatriziale e funziona come il disco originale. Solitamente, il movimento della mascella è sufficiente per lo svolgimento delle normali attività, sebbene la sua apertura risulti ridotta.

  1. Il dispositivo orale di solito viene indossato durante il sonno, ma è talvolta indossato anche durante la veglia.
  2. L’ artrite reumatoide dell’articolazione temporomandibolare viene trattata con i farmaci utilizzati per l’artrite reumatoide Farmaci per l’artrite reumatoide L’artrite reumatoide è un’artrite infiammatoria in cui le articolazioni, in genere quelle delle mani e dei piedi, sviluppano un’infiammazione, dando luogo a gonfiore, dolore e spesso distruzione.

maggiori informazioni di qualsiasi altra articolazione. In caso di dolore forte possono essere prescritti i FANS. È importante cercare di mantenere la mobilità e prevenire la fusione dell’articolazione. Di solito, il miglior modo di raggiungere questi obiettivi è costituito da esercizi della mandibola con la supervisione di un fisioterapista.

  1. Per alleviare i sintomi, in particolare la tensione muscolare, il soggetto indossa un dispositivo orale durante il sonno.
  2. Se la fusione articolare blocca completamente la mascella, la persona potrebbe aver bisogno dell’intervento chirurgico e, in casi rari, dell’impianto di un’articolazione artificiale per ripristinare la mobilità della mascella.

L’ artrite infettiva è trattata con antibiotici, idratazione adeguata, controllo del dolore e limitazione dei movimenti. La penicillina è in genere l’antibiotico usato inizialmente, finché i risultati dell’esame batteriologico non hanno stabilito il tipo di batterio e quindi l’antibiotico più indicato.

Il pus eventualmente presente nell’articolazione può essere rimosso con un ago. Una volta che l’infezione è sotto controllo, si potrà procedere agli esercizi di apertura della mascella per evitare la cicatrizzazione e la limitazione dei movimenti. L’ artrite traumatica viene trattata con FANS e i corticosteroidi (farmaci che riducono l’infiammazione e alleviano sintomi come gonfiore, rossore e dolore), con applicazioni di calore, una dieta morbida e limitando i movimenti della mascella.

Occasionalmente, esercizi di apertura della mascella possono aiutare, ma per i soggetti con fusione ossea è solitamente necessario un intervento chirurgico per ripristinare il movimento della mascella e gli esercizi sono quindi necessari per mesi o anni per mantenere la correzione chirurgica.

Che dolori porta la malocclusione?

Malocclusione: cos’è la sindrome temporo mandibolare – L’ ATM, a livello anatomico, di per sé è un’articolazione semplice. E’ composta dai seguenti elementi :

Mandibola (osso impari e mediano con forma a ferro di cavallo); Osso temporale (una parte delle ossa craniche che ospita il condilo mandibolare durante il movimento di scivolamento); Disco (o Menisco Temporo mandibolare), struttura cartilaginea biconcava che presenta una forma lievemente allungata; Legamenti (temporo mandibolare, collaterale, sfenomandibolare, stilo mandibolare) che supportano e stabilizzano l’ATM.

Il punto è che la mandibola si articola con 2 ossa temporali simmetriche ed è essenziale un bilanciamento perfetto per evitare alterazioni nella masticazione che possono creare problemi di vario tipo. Problemi che colpiscono i componenti muscolari, articolari e legamentosi e che possono scatenare tutta una serie di sintomi.

  • Questi sintomi rientrano nella sindrome temporo mandibolare e, tra questi, ritroviamo il dolore cervicale.
  • La sindrome temporo mandibolare colpisce maggiormente le donne (8 donne contro 1 uomo).
  • Il dolore cervicale causato dalla Malocclusione non è l’unico sintomo.
  • Oltre al dolore al collo (cervicalgia), chi è colpito da questo disturbo accusa mal di testa e cefalea, mal di denti, dolore alle orecchie e al viso, indolenzimento dei muscoli mandibolari, vertigini e acufeni, bruxismo, scricchiolii, blocchi momentanei della mandibola.

La sindrome temporo mandibolare (che, oltretutto, può essere causata da traumi al collo) ed il bruxismo (il digrignamento o serramento incontrollato dei denti di notte che crea tensioni muscolari e cefalee muscolo-tensive) sono responsabili del dolore.

Quanto tempo ci vuole per correggere una malocclusione?

Introduzione – In condizioni ideali, l’arcata superiore dei denti è posizionata leggermente più avanti rispetto a quella inferiore, questo permette alle cuspidi dei denti (ossia alle punte ) di trovare posto sugli avvallamenti del corrispondente dente opposto; un corretto allineamento consente di ottenere una masticazione efficace e ottimale.

ereditarie acquisite:

da patologie ( tumori del cavo orale, artrite reumatoide,), da atteggiamenti scorretti (succhiarsi il pollice o utilizzare il ciuccio oltre i 3 anni di vita, bruxismo,).

I sintomi principali della malocclusione dentale sono:

problemi estetici più o meno gravi con importante ripercussione dal punto di vista sociale, aumentato rischio di soffrire di patologie odontoiatriche ( carie, tartaro, sanguinamento gengivale,), disturbi della masticazione, disturbi della fonazione e più raramente della respirazione, disturbi della colonna vertebrale ( torcicollo, mal di schiena ).

La malocclusione, in base alla gravità, può essere trattata con:

apparecchio ortodontico mobile o fisso, intervento chirurgico, nelle forme molto gravi.

I disturbi dell’allineamento dei denti sono trattati in modo molto semplice e rapido quando vengono intercettati e diagnosticati precocemente, quindi in adolescenti e soprattutto bambini è piuttosto semplice e agevole la correzione in quanto le ossa sono ancora facilmente plasmabili e i denti rispondono meglio al movimento. Come Devono Stare I Denti A Bocca Chiusa iStock.com/mkarco

Quali muscoli partecipano all’apertura della bocca?

Movimenti dell’articolazione temporo-mandibolare: apertura della bocca – La discesa della mandibola permette l’ apertura della bocca, Per la didattica possiamo scomporre il movimento in due momenti:

  • Rotazione condilare pura ;
  • Rotoscivolamento condilare,

Il movimento di apertura si sviluppa lungo un asse trasversale che si crea tra i due poli mediali dei condili mandibolari. Durante l’apertura vediamo inoltre uno spostamento del polo laterale dei condili che andrà a formare un angolo di 10° con l’asse trasversale intercondilare.

Nella prima fase del movimento di apertura assistiamo ad una rotazione pura dei condili, Tale rotazione si verifica soltanto entro i primi 10°-15°. Tali gradi di rotazione corrispondono a circa 2 cm di spazio interincisivo. Qui assistiamo all’inizio della traslazione anteriore dei condili mandibolari, inizialmente traslazione pura per poi passare alla rototraslazione.

La traslazione permetterà il raggiungimento di 4,5 cm – 5 cm di spazio interincisivo. L’apertura fisiologica comunque si aggira introno ai 3,5 cm di spazio interincisivo (70% dell’apertura massima). Lavorare intorno ai valori massimi di apertura, porterà in futuro a danni prima dei tessuti molli e successivamente ai tessuti duri,

In pratica l’ipermobilità potrebbe evolvere in ipomobilità. Durante la rotazione pura (primi 15°), il menisco o disco cartilagineo rimane fermo. Il menisco si muoverà durante la traslazione, quindi oltre i 2 cm di apertura (spazio interincisivo). Il menisco risulta legato al condilo mandibolare da due legamenti (laterale e mediale).

Il legamento laterale non permette al menisco di effettuare movimenti retromediali e il legamento mediale non permette al menisco di effettuare movimenti retrolaterali. Durante lo scivolamento il menisco segue il condilo e, a causa dei legamenti, effettua una leggera rotazione posteriore che lo posizionerà in relativa posteriorità rispetto al condilo mandibolare.

  1. Tale movimento è frenato dalla messa in tensione del legamento meniscale posteroinferiore e posterosuperiore (freno meniscale posteriore) e dalla messa in tensione del legamento meniscale anteriore che limita, anch’esso, la sua rotazione posteriore.
  2. I legamenti e l’integrità del menisco, garantiscono la stabilità dell’articolazione,

La messa in tensione dei legamenti, oltre a permettere la corretta mobilità del menisco, permettono anche il suo corretto rientro in posizione durante la chiusura mandibolare. La traslazione mandibolare mette in tensione elastica i legamenti sia posteriori che anteriori.

  1. Tale tensione elastica, durante la chiusura, permette il rientro automatico del menisco nella sua posizione iniziale, rientro che viene controbilanciato dalla forza del capo superiore del muscolo pterigoideo laterale,
  2. La funzione di tale muscolo è quello di rendere graduale tale rientro evitando che ciò avvenga con eccessiva violenza ( 2 ),

L’ apertura della mandibola è garantita dall’attivazione dei muscoli sopraioidei (ventre anteriore del muscolo digastrico, muscolo miloioideo, muscolo stiloioideo e muscolo genioioideo ). Tale azione viene contrapposta dalla contrazione dei muscoli sottoioidei che hanno la funzione di stabilizzare l’ osso ioide,