Cosa Mangiare Senza Denti?

Cosa Mangiare Senza Denti
Come preparare semplici e gustose ricette per anziani senza denti. – Le ricette morbide o frullate sono l’ideale per gli anziani senza denti o che hanno particolari difficoltà di masticazione, Servono soprattutto a prevenire e a correggere la malnutrizione o la disidratazione, ma anche a soddisfare i fabbisogni nutrizionali giornalieri degli anziani che faticano a mangiare i cibi solidi. –> Scopri perché gli anziani rifiutano il cibo. Le ricette per anziani senza denti sono composte per lo più di cibi naturali dalla consistenza morbida, come ad esempio lo stracchino, il pesce, le uova, la frutta molto matura e lo yogurt. Sono perfetti anche la purea di patate, i flan, i soufflè, i budini, le creme, le verdure morbide e la besciamella. Si adattano alla dieta dei pazienti con difficoltà di masticazione anche i frullati di verdure, prosciutto o carne. È importante tenere conto che ogni piatto deve fornire circa 15 g di proteine e 300 calorie in un volume di 200-250 ml. Preparando almeno due piatti semi-liquidi con dessert, a ogni pasto, si riesce a coprire circa il 70-80% del fabbisogno calorico quotidiano. Di seguito riportiamo alcune ricette semplici da preparare, ma gustose, per gli anziani senza denti. POLENTA CON RAGÙ FRULLATO Cosa Mangiare Senza Denti Ingredienti 25 g di Farina di mais 150 cc di Acqua 50 g di carne trita cruda, oppure 25 g di carne tritata già cotta 5 g di olio extravergine di oliva Salvia, rosmarino e cipolla q.b. Sugo pomodoro q.b. Sale q.b. Procedimento 
 Prepara la polenta seguendo la ricetta classica. Cosa Mangiare Senza Denti Ingredienti 100 g di asparagi 100 g di formaggio cremoso 1 uovo 5 g di olio extravergine di oliva Succo di limone q.b. Sale q.b. Procedimento Lessa e frulla gli asparagi. Poi scalda la crema per qualche minuto in un tegame a fuoco basso. Ora rassoda le uova e schiacciale con una forchetta. Ingredienti 100 g di pollo crudo oppure 50 g di pollo cotto 100 g di carote 50 cc di brodo 10 g di olio Sale q.b. Procedimento Salta il pollo in padella con l’olio, il sale e le carote. Aggiungi un po’ alla volta il pollo tagliato a pezzetti e il brodo.

Cosa mangiare di cremoso?

Scarica PDF Scarica PDF Esistono diversi motivi per cui potrebbe essere difficile masticare il cibo. Potresti aver subito un intervento chirurgico dentale (come una devitalizzazione o un’estrazione), una frattura dell’osso mascellare o facciale che richiede il blocco della mandibola alla mascella attraverso fili metallici oppure potresti provare dolore a causa dall’apparecchio ortodontico.

  • Inoltre, i trattamenti oncologici o le procedure chirurgiche eseguiti nella zona del collo o della testa possono interferire con la capacità di masticare.
  • Sebbene la masticazione non sia fondamentale per mantenere un’alimentazione sana ed equilibrata, quando è impedita il momento del pasto diventa molto più difficile e meno piacevole.

Tuttavia, con un po’ di programmazione e una corretta preparazione dei cibi, sarai in grado in mangiare e nutrirti adeguatamente.

  1. 1 Parla con il medico. Il dottore sarà in grado di fornirti tutte le informazioni specifiche in merito alle limitazioni alimentari e quali cibi potrai invece mangiare in base alla loro consistenza (morbidi e cremosi o semiliquidi). Saprà anche indicarti per quanto tempo dovrai seguire questa dieta modificata.
    • Chiedigli di indicarti esattamente quali cibi puoi mangiare e quali invece escludere dall’alimentazione. È meglio essere molto chiari e avere più informazioni possibili, piuttosto che mangiare qualcosa che può provocare dolore o aggravare la lesione.
    • Chiedigli inoltre se rischi di soffrire di carenze nutrizionali, se ci sono alcuni cibi o gruppi alimentari che puoi mangiare ogni giorno o che devi evitare completamente.
    • È importante rivolgersi anche a un dietologo o nutrizionista. Questi esperti sapranno indicarti una dieta personalizzata specifica per il tuo problema e ti proporranno degli esempi di qualche pietanza che puoi preparare, oltre a creare un piano dietetico appropriato per te. Chiedi al tuo medico di indirizzarti a un professionista qualificato.
  2. 2 Scrivi una programmazione. Avere un piano dietetico da seguire rende più semplice la gestione della dieta modificata o restrittiva. È meglio evitare di improvvisare i pasti e concederti del tempo per stabilire una dieta appropriata.
    • Annota i pasti e gli spuntini di un’intera settimana che sono adatti per la tua situazione specifica, soprattutto se dovrai cambiare l’alimentazione per molto tempo.
    • Alcuni suggerimenti per una dieta a base di cibi morbidi sono: farina d’avena per colazione, stufato di manzo per pranzo e polpettone con salsa gravy e broccoli ben cotti al vapore per cena.
    • Alcuni piatti indicati per un’alimentazione a base di liquidi o cibi cremosi sono: yogurt con pesche grattugiate a colazione, un frullato di verdure (con latte, frutta congelata, spinaci e proteine in polvere) a pranzo e una zuppa di fagioli neri a cena.
    • Il medico ha probabilmente a disposizione un esempio di piano alimentare da fornirti. Chiedi se puoi averne una copia da portare a casa come spunto o per supporto durante i primi giorni.
  3. 3 Vai al supermercato. Una volta scritta la programmazione su carta e parlato con il medico, recati al negozio di alimentari per fare scorta dei cibi adatti al tuo problema. Avendo a portata di mano le pietanze corrette, sarai in grado di seguire la nuova dieta con minore difficoltà.
    • Ricorda che puoi utilizzare diverse tecniche di cottura per rendere i cibi particolarmente duri o densi della consistenza sicura per te. Per esempio, puoi cuocere le mele e ottenere così una purea o una crema, che è molto più facile da masticare e ingerire.
    • Valuta anche di acquistare i cibi o i prodotti che sono già della consistenza adatta per le tue esigenze e che richiedono poca o nessuna cottura. Se ti è concesso consumare solo cibi cremosi o liquidi, puoi acquistare delle zuppe a basso contenuto di sodio, come quella di pomodoro, di zucca violina o di fagioli neri, che sono delle creme completamente fluide. Se puoi mangiare dei cibi crudi, ma devi renderli molto morbidi o cremosi, puoi acquistare della frutta o verdura congelata (una volta cotta e scaldata adeguatamente diventa molto morbida e tenera) oppure zuppe o stufati che trovi nel reparto rosticceria.
  4. 4 Acquista gli strumenti da cucina appropriati. Questi ti permettono di rispettare in maniera più semplice una dieta diversa o restrittiva. Inoltre, offrono maggiore flessibilità nella scelta dei cibi, in modo da poter preparare molteplici piatti a casa.
    • Il robot da cucina è un ottimo accessorio, perché aiuta a tritare gli alimenti più duri e consistenti riducendoli in pezzetti più piccoli o con una consistenza quasi cremosa. Puoi usarlo anche per fare delle creme fluide di frutta o verdura, per tritare finemente dei prodotti proteici (come il pesce, il pollo o la carne rossa). Si tratta di uno strumento ideale anche se vuoi ottenere dei bocconi di cibo piccoli e sminuzzati finemente, senza necessariamente dover trasformare tutto in una crema.
    • Vale la pena usare il frullatore quando devi rendere le pietanze completamente liquide o farne una purea. A questo scopo, puoi inserire un’infinità di cibi nell’elettrodomestico. Inoltre, è ottimo perché permette di fare dei frullati con molti alimenti crudi o duri. Per esempio, può rendere gli spinaci crudi una crema perfettamente liscia.
    • Lo slow cooker (pentola a cottura lenta) è uno strumento ideale per chi vuole preparare dei piatti molto morbidi, pastosi o teneri. Questo strumento cuoce i cibi in maniera lenta e a bassa temperatura, rendendo molto più facile masticarli leggermente per poterli ingerire.

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  1. 1 Inserisci nella dieta alimenti proteici morbidi. Le proteine sono nutrienti essenziali per un’alimentazione sana. Non è raccomandato restare più di uno o due giorni senza di esse, dato che potresti perdere peso e massa muscolare. A seconda delle restrizioni che ti sono state imposte o dei cambiamenti dietetici, potrebbe essere difficile o poco piacevole mangiare una quantità adeguata di proteine quando l’alimentazione è solo a base di sostanze liquide o morbide.
    • Se devi seguire una dieta completamente liquida o cremosa, puoi incorporare delle proteine come: fagioli frullati fino a renderli una zuppa (come i fagioli neri), tofu ammorbidito in zuppa, hummus, zuppe cremose in scatola e stufati dalla consistenza completamente fluida.
    • Puoi anche tritare la carne (macinato di manzo, pollo o pesce) e trasformarla in una crema. Aggiungi un po’ di brodo o salsa, per rendere queste pietanze ancora più liquide.
    • Se puoi mangiare degli alimenti morbidi o teneri e non devi obbligatoriamente seguire una dieta liquida o a base di creme, prova il polpettone o le polpette schiacciate con salsa gravy, tonno morbido al forno (come il salmone o la tilapia), insalata di uova e tonno, tofu ridotto in purea, uova strapazzate, crema di fagioli, stufati o zuppe, carni arrosto o brasate, come la punta di petto di manzo oppure lo spezzatino stracotto.
  2. 2 Consuma i latticini come fonte alternativa di proteine. Molti derivati del latte si adattano alle diete modificate o restrittive. Sono prodotti ricchi di proteine, calcio e vitamina D che aiutano a rispettare con facilità una dieta bilanciata.
    • Incorpora ogni giorno lo yogurt normale o greco. È un cibo liscio perfetto e adatto alle diete cremose o semiliquide. Lo yogurt normale potrebbe essere più semplice da ingerire, dato che è più fluido rispetto a quello greco. Scegli la varietà più adatta a te.
    • La ricotta è un altro latticino molto ricco di proteine che può far parte delle diete liquide o morbide. Se le tue pietanze devono essere ridotte completamente in crema, metti la ricotta in un frullatore o in un robot da cucina e lavorala fino alla consistenza desiderata.
    • Bevendo il latte o aggiungendolo a vari alimenti (zuppe, stufati, frullati) puoi consumare una fonte di proteine facile da ingerire.
    • Se sei intollerante al lattosio o sei allergico al latte, prova delle alternative vegetali come lo yogurt, i formaggi e il latte di soia o mandorle.
  3. 3 Cuoci e prepara la frutta e la verdura finché non sono morbide. Molti ortaggi e frutti, soprattutto crudi o appena cotti al vapore, sono troppo duri e sodi per essere masticati o ingeriti. Nella maggior parte dei casi devono essere modificati attraverso la cottura finché non raggiungono la consistenza corretta.
    • Prova le verdure e la frutta surgelate. Quando si scongelano, si cuociono o si scaldano, questi alimenti diventano spesso molli e morbidi. Ecco alcuni esempi: broccoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles o frutti di bosco tutti surgelati.
    • Cuoci le verdure al vapore finché non puoi schiacciarle con la parte convessa della forchetta o si sono trasformate in una purea. Spesso, gli ortaggi stracotti (come i broccoli) assumono la consistenza giusta. Prova le patate o le zucche schiacciate, le carote o i piselli cotti al vapore o le verdure stracotte.
  4. 4 Fai attenzione alla scelta dei cereali. Gli alimenti come il pane, il riso e la pasta spesso non sono adatti alle diete cremose o morbide; possono diventare leggermente appiccicosi o viscidi e richiedono un maggior lavoro di masticazione rispetto agli altri cibi. Scegli con saggezza quelli da inserire nella tua alimentazione.
    • La farina d’avena, il semolino e gli altri cereali caldi sono una buona soluzione sia per le diete liquide sia morbide. Dovrai schiacciarli un po’ per renderli più liquidi o fluidi.
    • Puoi anche incorporare alcuni cereali, come l’avena, ai frullati.
  5. 5 Prepara delle zuppe o dei frullati. Le versioni casalinghe di questi piatti sono perfette per le persone che devono mangiare solo cibi cremosi o morbidi. Sono ampiamente personalizzabili per includere parecchi alimenti e nutrienti.
    • Quando prepari una zuppa o frullato frullato, cerca di aggiungere frutti e ortaggi diversi. Frullandoli ottieni alcune porzioni di cibo molto nutrienti.
    • Le zuppe sono perfette per consumare proteine magre e verdure. Cuoci tutti gli ingredienti finché non diventano morbidi quanto desideri.
    • I frullati possono essere preparati con molti prodotti, tra cui i latticini, la frutta, le verdure e perfino il burro di frutta secca. Metti tutti gli ingredienti nel frullatore e azionalo finché non otterrai un composto liscio e fluido.
    • Puoi anche incorporare delle proteine in polvere insapori sia nelle zuppe sia nei frullati, per fare il pieno di questi preziosi nutrienti.
  6. 6 Acquista dei sostituti dei pasti. Se hai poco tempo o hai bisogno di qualche pasto veloce, valuta di acquistare questi prodotti. Molti di essi garantiscono un apporto adeguato di proteine, vitamine e calorie.
    • Esistono molti prodotti in commercio. Scegli le bevande che si adattano al tuo piano dietetico per quanto riguarda le calorie e le proteine.
    • Molti sostituti dei pasti sono già pronti, altri vengono venduti sotto forma di polvere. Puoi aggiungere quelli in polvere ai frullati per renderli più nutrienti.
    • Sii consapevole che questi prodotti sono ricchi di zuccheri aggiunti o piuttosto calorici; potrebbero farti ingrassare se non presti attenzione.
  7. 7 Acquista degli integratori liquidi di vitamine. A seconda della durata della dieta modificata o restrittiva, potresti considerare la possibilità di assumere un multivitaminico liquido. In questo modo, puoi soddisfare il tuo fabbisogno nutrizionale anche nel lungo termine.
    • Scegli degli integratori in forma liquida che contengano solo vitamine e minerali, per garantirti un prodotto completo.
    • Puoi aggiungere le vitamine ai pasti, alle bibite o prenderle così come sono.
    • Chiedi sempre consiglio al medico prima di assumere gli integratori.

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Cosa mangiare senza denti superiori?

Cibi freddi e cremosi: quando si consigliano – A seguito di interventi più invasivi, come, si consiglia invece di evitare tutti i cibi che richiedono una masticazione impegnativa. Gli alimenti da preferire sono i frullati di frutta fresca, lo yogurt, i passati di verdura, i passati di legumi (ben frullati, senza bucce), ma anche il pesce cotto al vapore e frullato.

Quali sono i cibi semisolidi?

Consistenza dei cibi con la disfagia – I cibi si dividono in: – Liquidi : Comprendono le bevande : acqua, tè, camomilla, latte, caffè, ecc. Esistono anche i cosiddetti liquidi con scorie (così chiamati perché contengono piccole particelle di consistenza maggiore), tra i quali troviamo succhi di frutta, yogurt “da bere”, sciroppi, brodi vegetali.

  • I liquidi generalmente sono i più difficili da deglutire in quanto “sfuggono” distribuendosi nel cavo orale e per questo risultano difficilmente gestibili.
  • Semiliquidi : A questa categoria appartengono: gelati, creme, passati di verdure, frullati e omogeneizzati di frutta.
  • Per questi alimenti è sufficiente una modesta preparazione orale in quanto non necessitano di masticazione.

– Semisolidi : Comprendono passati e frullati densi, omogeneizzati di carne e pesce, purè, uova strapazzate, formaggi morbidi e cremosi, budini. Tali alimenti necessitano di una preparazione orale leggermente più impegnativa della categoria precedente, ma non di masticazione.

  1. Solidi : Sono alimenti quali pasta ben cotta, uova sode, pesce (attentamente pulito dalle lische), verdure cotte non filacciose, frutta, pane, biscotti, ecc., che necessitano di un’accurata, attenta e prolungata preparazione orale, accompagnata poi da una masticazione efficace.
  2. Precisando che ogni soggetto, anche in base al tipo di danno subito, si comporta in maniera diversa e che quindi non esistono proposte di terapia uguali per tutti, si può dire che le consistenze più utilizzate per i pazienti disfagici sono quelle semisolida e semiliquida,

Queste consistenze consentono di ottenere una giusta scorrevolezza ed eliminano, non utilizzando cibo solido, sia il lavoro di masticazione e soprattutto il rischio di soffocamento causato dall’ingestione di porzioni voluminose di cibo. L’alimento più difficile da gestire, e di conseguenza il meno utilizzato, è quello liquido, mentre i cibi solidi, se riescono a diventare un traguardo raggiungibile dopo riabilitazione della disfagia, devono essere comunque morbidi, omogenei (cioè composti da particelle della stessa consistenza) e compatti (non devono cioè frammentarsi o sbriciolarsi come crakers, grissini, ecc).

Quali sono i cibi a doppia consistenza?

Cos’è la disfagia? Cause della disfagia Sintomi della disfagia: come riconoscerla Problematiche correlate Come gestire la disfagia Accortezze in caso di specifiche patologie Prodotti

Cos’è la disfagia? Si definisce disfagia qualsiasi difficoltà nella deglutizione. La deglutizione è un atto fisiologico che consente il trasporto della saliva, di cibi solidi e liquidi dalla bocca allo stomaco. Una persona deglutisce in media più di mille volte al giorno per mangiare, bere o ingoiare la saliva. Il disturbo può presentarsi come:

un semplice rallentamento nella progressione del cibo; un fastidio; l’impossibilità di compiere l’atto della deglutizione in maniera efficace.

In alcuni casi, la deglutizione può essere associata anche a spasmi e dolore, tanto da impedire l’ingestione del cibo. Cause della disfagia Nella maggior parte dei casi la disfagia è dovuta a patologie neurologiche come il Morbo di Parkinson, l’Alzheimer e altri disturbi neuromuscolari.

post ictus; condizioni oncologiche; reflusso gastroesofageo; faringiti; interventi chirurgici che interessano l’apparato testa-collo.

Sintomi della disfagia: come riconoscerla Qualunque sia il sintomo individuato è importante riferirlo al più presto al proprio medico per un’accurata valutazione. Problematiche correlate Quali sono i rischi legati alla disfagia La disfagia può comportare anche rischi più gravi, per chi ne è affetto.

  1. I bocconi non correttamente ingeriti, soprattutto se di medie e grandi dimensioni, possono bloccare il passaggio dell’aria verso le vie aeree, causando frequente senso di soffocamento, colorito cianotico e addirittura episodi di asfissia.
  2. Una conseguenza frequente della disfagia è proprio il passaggio di cibo e liquidi nelle vie aeree,

Gli alimenti, infatti, possono non solo ostruire le vie aeree, ma anche invaderle fino a raggiungere bronchi e polmoni. Arrivando in queste aree del corpo, cibo e liquidi possono veicolare potenziali batteri patogeni che, proliferando, possono causare infezioni e dare così origine a frequenti polmoniti, note come polmoniti da aspirazione o ab ingestis.

  1. Questo tipo di polmonite, per la sua natura, è particolarmente difficile da curare.
  2. Conseguenze della disfagia nel lungo periodo Per il paziente disfagico, alimentarsi e idratarsi possono risultare non solo attività poco efficaci e difficoltose (a causa, ad esempio, dei frequenti rigurgiti e della presenza di tosse durante i pasti), ma anche fonti di imbarazzo e disagio sociale.

Chi soffre di disfagia tende ad escludere dalla propria dieta alcune categorie di alimenti, tra cui i cibi fonti di carboidrati e proteine, con il rischio di eliminare importanti nutrienti. Nel lungo termine, quindi, l’impossibilità di alimentarsi e idratarsi in maniera fisiologicamente adeguata può compromettere il giusto apporto nutrizionale e determinare malnutrizione, disidratazione e perdita di peso, con conseguenze importanti sullo stato di salute complessivo. Cosa Mangiare Senza Denti Come gestire la disfagia Consigli Nutrizionali La disfagia rende necessarie alcune modifiche dietetiche e un’alimentazione specifica che dovrà:

garantire la sicurezza evitando l’aspirazione del cibo nelle vie respiratorie; fornire adeguate quote nutrizionali per prevenire e/o correggere lo stato di malnutrizione /disidratazione; proporre cibi invitanti, curati nella presentazione ed adeguati ai suoi gusti.

Il percorso di “rieducazione” alimentare nel paziente disfagico è definito svezzamento, Si tratta di un processo la cui durata dipende dalle condizioni del soggetto, in relazione alle sue capacità di masticazione e deglutizione. Consiste di varie fasi, al termine del quale, il cibo solido può essere reinserito, ma con una consistenza morbida e omogenea (possono essere utilizzate di polveri addensanti dal gusto neutro per modificare la consistenza di cibi e bevande).

si inizia con una dieta purea si prosegue con una dieta tritata si continua con una dieta sminuzzata si arriva a una dieta normale modificata si reinserisce il cibo solido-morbido

Inoltre, un supporto nutrizionale può rendersi necessario per sostenere un adeguato apporto nutritivo e calorico, per evitare la malnutrizione e, soprattutto, per scongiurare l’eccessivo calo ponderale, Solo nei casi più gravi diventano necessari interventi medici o chirurgici, come l’utilizzo di sonde gastriche per nutrizione. Bisogna in ogni caso evitare :

alimenti a doppia consistenza (esempio: minestre in brodo, pastina in brodo, zuppa di latte); alimenti filanti (esempio; formaggi cotti, mozzarella); alimenti solidi di difficile gestione in bocca (esempio: caramelle, confetti, carne filacciosa o asciutta) alcolici che infiammano le mucose buccali ed esofagee cibi da sbriciolamento o in pezzi esempio: frutta secca, i crackers, fette biscottate, i grissini); alimenti che hanno pelle, lische o parti filacciose/fibrose.

La temperatura delle pietanze deve essere preferibilmente calda o fredda (dovrebbe essere lontana da quella corporea), mentre è necessario porre particolare attenzione ai bocconi, che devono essere piccoli, in modo da facilitare il più possibile la deglutizione.

  • Consigli comportamentali Sono necessari alcuni accorgimenti che possono aiutare a rendere sicuro il momento del pasto, riducendo al minimo le difficoltà.
  • Prima del pasto e durante la consumazione si consiglia di ricercare un ambiente tranquillo evitando la confusione.
  • Il paziente disfagico dovrebbe mangiare da solo con il minor aiuto possibile da parte del familiare o di chi lo supporta, in modo tale da utilizzare le proprie abilità.

Non dovrebbe fare conversazione o compiere altre azioni che distraggono la masticazione. E’ necessario evitare di aiutarsi bevendo i liquidi per deglutire i solidi e dopo ogni pasto è bene effettuare la pulizia della bocca, dei denti e/o della protesi dentaria. Altri accorgimenti posturali importanti, durante la consumazione del pasto:

la schiena deve essere dritta e possibilmente con le braccia ben appoggiate sopra al tavolo, se il soggetto non può sedersi a un tavolo è importante sollevare quanto più possibile il tronco; se vi è la necessità di imboccare il paziente, chi lo aiuta si deve porre di fronte a lui, seduto, cercando di avere il capo alla stessa altezza per evitare l’estensione verso l’alto; il paziente ad ogni deglutizione deve flettere leggermente il capo verso l’avanti in modo da aiutare l’ingresso degli alimenti per poi consumarli con facilità.

Accortezze in caso di specifiche patologie Accorgimenti per il paziente con demenza e Alzheimer Si stima che una percentuale elevata di pazienti con Alzheimer sviluppi incapacità ad alimentarsi, quasi sempre a causa della disfagia. Nel paziente con demenza è importante tenere sotto controllo l’andamento del peso e, in caso di consistente calo ponderale, rivolgersi a uno specialista per valutare un’eventuale alimentazione artificiale.

curare la consistenza dei cibi ed evitare di somministrare cibi solidi o liquidi; utilizzare addensanti per permettere al paziente di consumare i liquidi; valutare la necessità di integrazioni alimentari.

Accorgimenti per il paziente con parkinson La disfagia si presenta in circa la metà dei malati di Parkinson, In questi casi, i pazienti sperimentano spesso, oltre alla disfagia, poco interesse per il cibo dovuto a una progressiva perdita del gusto e dell’olfatto. Inoltre, si assiste a un inevitabile rallentamento dei movimenti del tratto gastro-esofageo. In questi casi è importante:

curare la consistenza dei cibi; consumare i pasti in un ambiente comodo e confortevole; suddividere l’alimentazione in più pasti poco abbondanti (3 pasti principali e due spuntini); porre attenzione a consumare piccoli bocconi; porre attenzione a un eventuale calo ponderale indesiderato; valutare un’adeguata integrazione alimentare.

Accorgimenti per il paziente con malattie oncologiche In caso di patologie oncologiche, la disfagia potrebbe essere dovuta, oltre che alla malattia stessa, all’utilizzo di determinati farmaci o come conseguenza di interventi chirurgici o di infezioni. È fondamentale riferire allo specialista i sintomi, affinché possa programmare eventuali modifiche della terapia.In questi casi è importante:

fare attenzione alla consistenza dei cibi, da modificare in caso di disfagia; utilizzare alcune spezie per rendere i cibi maggiormente appetibili; ricorre a integrazioni alimentari, laddove il paziente lamenti scarso appetito.

Che si può mangiare per cena?

Per non andare a letto con quel senso di pesantezza e dormire sonni sereni, scopriamo insieme cosa mangiare a cena di leggero, Sicuramente pesce, carne bianca, uova e legumi sono l’ideale a cena, da accompagnare a verdure e ortaggi di stagione, Ma anche i carboidrati, nelle giuste proporzioni e con le dovute accortezze, non sono più un tabù.

Cosa cucinare di liquido?

Essendo a base di liquidi, i suoi menù consisteranno principalmente in zuppe, minestre, creme di verdure, frullati, centrifugati e yogurt. Può essere sbilanciata maggiormente verso la frutta o la verdura, a seconda dei gusti personali.

Come cambia il viso con la dentiera?

Quali sono le tecniche più utilizzate? – Se si tratta solo di correggere discromie, allora basta un semplice sbiancamento con una metodica innocua e duratura, attraverso l’impiego di sostanze penetranti, lampade al plasma o ad incandescenza, cucchiai individuali in alluminio con macchine sbiancanti che producono vapore, laser, fino ad arrivare al ‘Veneering’, una tecnica che prepara il dente togliendo uno strato sottilissimo di smalto solo dalla parte anteriore, quella che si vede.

  • Poi si saldano sul dente le cosiddette ‘faccette di ceramica’ del colore e della forma desiderate, scelti in precedenza, di spessore estremamente sottile, intorno al millimetro scarso.
  • Per esempio, cementando una faccetta in ceramica più lunga sul dente originale, si aggiunge lunghezza a denti corti o consumati dando loro un aspetto più giovane.

La ceramica usata è molto pregiata e la tecnica richiede l’uso del microscopio, io inoltre mi avvalgo anche di una telecamera computerizzata tridimensionale. In alcuni casi, per ottenere risultati estetici eccellenti, è possibile associare un breve periodo di trattamento ortodontico per modificare la linea gengivale e la posizione dei denti.

Oggi i programmi tridimensionali computerizzati e il cad-cam permettono di offrire al paziente prestazioni ottimali con notevoli vantaggi estetici ed economici e in tempi rapidissimi. In pratica al computer, in tempo reale e con estrema precisione, si progettano restauri in ceramica estetica o zirconio bianco, molto naturali, resistenti e biocompatibili; oppure si programmano interventi chirurgici sapendo in anticipo, senza più dover tagliare e aprire completamente le gengive, dove per esempio posizionare gli Impianti.

Si può così realizzare una protesi perfetta prima ancora dell’intervento e applicarla immediatamente sugli impianti appena inseriti. L’utilizzo degli impianti in odontoiatria, cioè l’inserimento di radici artificiali dove non vi sono più quelle naturali, permette di restituire un sorriso naturale e una buona funzione masticatoria a tutti quei pazienti per i quali l’unica alternativa sarebbe la protesi removibile.

Come masticare bene con la dentiera?

SUGGERIMENTI SU COME MANGIARE CON LA DENTIERA –

Non preoccuparti se noti un cambiamento nel sapore del cibo. Potresti notare che alcuni cibi hanno un sapore diverso quando usi la dentiera, questo vale soprattutto per cibi amari o salati. È un effetto temporaneo e il tuo gusto dovrebbe migliorare nel tempo. Fai attenzione a cibi e bevande caldi. Usando una dentiera, all’inizio potresti avere difficoltà nel percepire cibi e bevande caldi, quindi fai attenzione, poiché potresti bruciarti la bocca. Inizia con cibi morbidi. Inizia per gradi se usi una nuova dentiera. Parti da cibi morbidi come uova, pesce, verdure cotte, farina d’avena, zuppa e puree. Una volta che ti senti più sicuro, puoi provare cibi più duri e gommosi, come broccoli cotti, sedano fresco e patate bollite. Taglia i cibi più duri a pezzetti. Quando inizi a introdurre cibi più duri, come la carne cotta, tagliali in pezzi più piccoli e facili da masticare. Mastica il cibo su entrambi i lati della bocca. Prova a masticare per metà il cibo sul lato posteriore sinistro della bocca e poi sul lato posteriore destro. Masticare il cibo su entrambi i lati della bocca restituisce un senso di maggiore stabilità della protesi dentaria mentre mangi. Continua ad esercitarti. La buona notizia è che dopo un po’ di pratica, potrai tornare a goderti i tuoi cibi preferiti. Più ti senti sicuro nel mangiare con la dentiera, più sarà facile farlo. A quel punto potrai reinserire nel tuo menu pane croccante, hamburger, bistecche e patatine. Non sarà più necessario evitare alcuni cibi se hai la protesi dentaria.

Come sono le dentiere di oggi?

Dentiera classica (protesi mobile totale) – È il tipo di protesi dentaria più comune che le vecchie generazioni usavano togliere di notte per metterle nel bicchiere. Oggi le dentiere non sono più quelle di una volta sono molto più belle, più performanti, più stabili senza doverle togliere durante le ore notturne, Cosa Mangiare Senza Denti

Cosa mangiare se non ci si muove?

Frutti di bosco, ananas, mandorle, semi di lino, avocado, cucurma, pesce, avocado, aglio e tè verde sarebbero utili per contrastare gli effetti nocivi della mancanza di movimento, tanto da essere definiti alimenti ‘brucia grassi’.

Come iniziare con i cibi solidi?

Come introdurre i primi cibi solidi – Non preoccuparti della quantità di cibo mangiata le prime volte. Ci saranno alcuni giorni in cui il bambino mangia di più e altri in cui mangerà di meno o addirittura si rifiuterà completamente di mettere in bocca i cibi.

Inizia con la frutta, una volta al giorno nel momento che più vi è più congeniale, magari la mattina tra una poppata e l’altra. Si possono utilizzare omogenizzati di frutta o purea di verdure cotte (di patate, carote o zucchine) per far avvicinare il bambino non solo a gusti diversi ma anche a consistenze diverse.

Ogni alimento va introdotto uno alla volta per verificare che non scateni allergie. E’ importante ricordare che non si deve aggiungere sale (leggi svezzamento e sale nelle pappe ) e non si deve aggiungere zucchero (leggi svezzamento e zucchero nelle pappe ).

Cosa mangiare quando non si riesce a ingoiare?

AVVERTENZE DA ADOTTARE – Piccoli stratagemmi, quali l’uso (seppure moderato) di besciamella o panna o salse come la maionese, possono aiutare a rendere i bocconi morbidi e più facili da deglutire. Ma un altro aspetto importante – raccomandano gli esperti – è arrivare a ottenere sempre cibi di consistenza morbida o semisolida che permettono anche di ideare delle diete varie, complete e bilanciate, limitando il rischio di carenze nutrizionali.

Sostituire la pasta, il riso e il pane con semolino, crema di riso o patate lesse; Preferire, per i secondi piatti, carne trita (polpetta o hamburger, ad esempio), pesce morbido, formaggi cremosi o uova; assumere la frutta frullata o in mousse; a colazione, utilizzare lo yogurt o il latte addensato con biscotti granulari; tra i dolci, prediligere budini, semifreddi e gelati.

Per contrastare poi la perdita di peso, è necessario rendere le pietanze più caloriche, aggiungendo olio di oliva a crudo e/o del grana padano grattugiato. Laddove necessario, si può ricorrere anche a pasti pronti e nutrizionalmente completi, disponibili in commercio. Si tratta di polveri da ricostituire con acqua o brodo oppure di piatti da scaldare al microonde o a bagnomaria.

Cosa può bere un Disfagico?

Disfagia per i liquidi – In presenza di disfagia per i liquidi utilizzare acqua gelificata o polveri addensanti presenti in commercio. Tali polveri possono essere aggiunte a tutti i liquidi, caldi e freddi (acqua, brodo, tè, latte, succo di frutta). I liquidi, per essere deglutiti correttamente, dovrebbero essere addensati fino ad avere la consistenza di un budino.

Quando in una persona disfagica la deglutizione è compromessa, possiamo aiutarci con addensanti (gelatine, fecola di patate, farine istantanee), diluenti (brodo vegetale o di carne, succhi di frutta, latte) e lubrificanti (burro, margarina, olio, maionese. Bisogna prestare particolare attenzione agli alimenti a doppia consistenza (minestra di pasta, succhi con frutta in pezzi.) sono i più difficili da mangiare poiché richiedono meccanismi di deglutizione diverse.

La corretta posizione del capo e del corpo è importante sulla deglutizione, favorendo o meno il passaggio del bolo alimentare nelle vie respiratorie. Si consiglia una posizione seduta. In reparto o anche a domicilio spesso è l’oss che si siede al letto del paziente e lo aiuta ad alimentarsi.

  1. L’oss, durante la somministrazione degli alimenti, dovrà quindi mettersi seduto e appoggiare le posate tra un boccone e un altro, in modo da trasmettere calma all’assistito.
  2. Mentre si somministra il pasto è consigliabile tenere gli occhi alla stessa altezza o più in basso di chi deve mangiare, evitando di chiedere all’utente di parlare mentre mangia, somministrando piccole quantità di cibo per volta.

L’alternanza di cibi liquidi e solidi (se concessa dallo specialista) può aiutare a pulire la gola da residui, incoraggiare la tosse dopo la deglutizione (o lo schiarimento di gola) e incoraggiare rimozione di residui dalla lingua. Per ridurre gli episodi di aspirazione non bisogna lasciare mai l’utente da solo mentre mangia e beve, evitare l’estensione del collo, utilizzare ausili adeguati, per esempio tazze con coperchio e una piccola apertura laterale (può rallentare l’assunzione di liquidi), evitare l’utilizzo di cannucce o siringhe per la difficoltà di controllare il flusso dei liquidi e semi-liquidi, essere preparati alle manovre di emergenza relative al soffocamento.

Se durante la manovra di imbocco il paziente presenta tosse, a seconda dei casi è necessario attendere alcuni secondi prima di riprendere, nei casi in cui non dovesse risolversi spontaneamente attivare il protocollo di emergenza in uso. A fine pasto è molto importante che l’oss esegua all’assistito un’accurata igiene orale, assicurandosi che la cavità orale sia libera da residui di cibo.

Mantenendo il capo flesso in avanti si procede con lo spazzolamento dei denti col dentifricio, per evitare l’accidentale deglutizione dei liquidi, è utile usare per gli sciacqui acqua calda, che da una sensazione sgradevole che non stimola la deglutizione.

  • Lavare le protesi dentali se ci sono, seguendo le indicazioni del dentista.
  • Quando l’igiene del cavo orale è particolarmente difficile, può essere effettuata con una garza avvolta intorno ad un dito e imbevuta di appositi disinfettanti.
  • Particolarmente importante è anche la pulizia della lingua, evitando la comparsa di funghi e infezioni in sede.

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Come dare da bere a un Disfagico?

Consigli pratici CONSIGLI PRATICI Una persona sana riesce a mangiare, bere e, quindi, deglutire in quasi tutte le posizioni, Per chi soffre di disfagia la postura è importante, per questo è necessario trovare la migliore posizione per affrontare il pasto.

Il capo può essere chinato in avanti, portando il mento verso il petto e ingerire il cibo in questa posizione. Il capo può essere chinato di lato, portando l’orecchio verso la spalla e deglutire tenendo questa posizione. Il capo può essere ruotato di lato, guardando sopra la spalla, senza inclinare la testa, e deglutire da questa posizione.

La scelta della miglior postura è essenziale per rendere più semplice alimentarsi, Bisogna evitare che la testa si inclini all’indietro e che il collo si allunghi: sono posizioni che favoriscono il passaggio del cibo nelle vie aeree. MENTRE SI MANGIA Chi soffre di disfagia durante il pasto, oltre a mantenere la posizione corretta, deve mantenere la concentrazione su quello che fa. Bisogna evitare di far parlare il disfagico o di distrarlo con la televisione, la radio o la lettura. Deve mangiare con calma, prendendosi tutto il tempo che gli serve.

I bocconi, inoltre, devono essere di piccole dimensioni, e chi lo controlla deve assicurarsi che abbia deglutito tra due bocconi, facendogli fare dei colpi di tosse per controllare l’eventuale presenza di cibo se necessario. Se può bere, utilizzando un apposito bicchiere a becco di flauto, bisogna sempre verificare che non ci siano residui di cibo in bocca prima di assumere liquidi.

IN CASO DI EMERGENZA Nel malaugurato caso in cui un boccone vada di traverso e ostruisca le vie aeree si deve prontamente intervenire: se non si riesce a rimuovere l’ostruzione tossendo, bisogna effettuare azioni alternative per eliminare il problema. È importante non far mai alzare la testa,

Si possono usare due manovre. La prima prevede che il paziente sia in piedi con le gambe distese, si deve piegare in avanti, con il mento verso il petto, le braccia abbandonate giù e la bocca aperta. In questo modo la manovra sfrutta la forza di gravità per far espellere naturalmente il boccone o ciò che ha generato l’ostruzione.

In caso di necessità si può aiutare la manovra dando colpetti tra le scapole, La seconda è la manovra di Heimlich, che può essere effettuata anche con il paziente seduto: lo si abbraccia da dietro all’altezza dello stomaco tenendo una mano chiusa a pugno e l’altra sovrapposta a essa. A questo punto, si deve premere sulla fascia diaframmatica con un movimento verso l’alto per favorire l’espulsione del cibo,

Entrambe queste manovre non devono essere effettuate in modo improvvisato, ma devono essere simulate e provate prima, altrimenti potrebbero essere controproducenti. Se non si è in grado di intervenire con una di queste tecniche, mettere il paziente sdraiato su un lato, liberare con un dito avvolto da una garza la bocca dai residui di cibo e chiamare il 118,

ALLA FINE DEL PASTO Un paziente disfagico al termine del pasto deve rimanere seduto per almeno 30 minuti, Il cavo orale deve essere pulito con attenzione, per evitare che tracce di cibo possano portare a una prolificazione batterica, non solo per possibili infezioni gengivali e dentarie, ma se residui di cibo o saliva carica di batteri dovesse finire nelle vie aeree potrebbero sorgere problemi polmonari, come una polmonite ab ingestis,

Lavarsi i denti è dunque fondamentale e questa operazione deve essere fatta anche con chi non è autonomo. Anche chi utilizza una dentiera deve pulirla con attenzione alla fine di ogni pasto e prima di rimetterla in bocca devono essere rimosse eventuali tracce di cibo dal cavo orale. POLVERIZZARE LE MEDICINE In considerazione delle difficoltà a deglutire dei disfagici è necessario prestare particolare attenzione con i farmaci da prendere.

Se è possibile ridurli in polvere – è necessario consultare prima il medico o il farmacista per avere la certezza che i principi attivi non perdano efficacia – si possono aggiungere al cibo e all’acqua gelificata e farli assumere in questa forma. Fonti:

Il paziente disfagico: manuale per familiari e caregiver – Istituto Superiore di Sanità Guida per la persona con disfagia e per la famiglia in assistenza domiciliare – Asl Pescara

: Consigli pratici

Quanta acqua gelificata al giorno?

Acqua gelificata: cos’è? – La nostra acqua gelificata per disfagia è una bevanda pronta all’uso, addensata sotto forma gelatinosa, in vari gusti, appetibile, a ridotto contenuto di zucchero, amilasi resistente, senza glutine e naturalmente priva di lattosio, in grado di stimolare efficacemente il riflesso della deglutizione, facilitando così il processo di ingestione e di favorire la compliance senza irritare le mucose, poiché il suo PH è neutro.

  1. Solitamente si consiglia un consumo da 4 a 8 vasetti, previa prescrizione medica, per un totale di circa 500—1000 ml al giorno, tenendo in considerazione che un vasetto di acqua gel ha un peso medio di circa 125 gr.
  2. Inoltre il valore energetico medio del coadiuvante oscilla tra i 30-40 Kcal/ogni 100 gr di prodotto.

Pertanto, oltre allo scopo preventivo, lo possiamo utilizzare a scopo energetico in quei pazienti che molto facilmente vanno incontro a malnutrizione. Fonte bibliografica: Deglutologia Acquista online la nostra acqua gelificata per disfagia, la trovi al gusto o ! : Acqua gelificata per disfagia: perché utilizzarla?

Cosa si può mangiare con la mandibola rotta?

Alimentazione: Cosa posso mangiare dopo la terza settimana post-ortognatica? – A partire dalla terza settimana è possibile iniziare a ripristinare le abitudini alimentari. Possiamo cominciare a reintrodurre alimenti con maggiore consistenza come patate cotte, purea, pesce morbido, legumi ben cotti e senza coperture e gradualmente, con tolleranza, ampliare il ventaglio della dieta fino a quando, entro la sesta settimana, si può mangiare quasi come al solito.

Cosa si può mangiare dopo l’estrazione di un dente?

Dieta: cosa mangiare e cosa evitare – Anche l’alimentazione influisce sul recupero del paziente sottoposto ad un’estrazione di un dente. Dopo l’intervento, infatti, si raccomanda vivamente di seguire una dieta leggera, equilibrata e ricca di acqua. In particolare, nelle 24-36 ore successive all’avulsione, si suggerisce una dieta prevalentemente liquida o semisolida, costituita dunque da alimenti soffici come purè, zuppe tiepide, minestre tiepide, frullati, carne macinata o frullata, omogeneizzati, budini, polpette, pesce bollito ecc.

I residui di cibo solido, infatti, tendono ad incastrarsi nelle piaghe sulla gengiva – ancora dolente e non del tutto cicatrizzata – lasciate dall’intervento. Imprigionandosi in queste ferite, i batteri, ghiotti di carboidrati e cibo, s’incuneano nella gengiva lesa, dando avvio ad una serie d’infezioni dentali anche gravi.

In conclusione, è bene ribadire che l’osservanza di questi preziosi consigli si rivela estremamente importante ai fini della profilassi da infezioni o complicanze dopo un intervento di estrazione dentale.

Cosa mangiare con mandibola bloccata?

I consigli per gestire una mandibola a scatto – «In genere, in caso di click mandibolare, non c’è motivo di preoccuparsi a meno che non siano presenti altri sintomi che possono far sospettare una delle patologie descritte – sottolinea il dottor Leone -.

  • In molti casi può essere sufficiente cambiare il modo di mangiare, evitando di masticare cibi duri o croccanti che possono esacerbare lo schiocco della mascella e preferendo cibi morbidi e piccoli bocconi per evitare di aprire troppo la bocca.
  • Possono aiutare anche impacchi freddi e caldi sulla mandibola per 5-10 minuti o rilassare la mascella, tenendo la bocca leggermente aperta con uno spaziatore tra i denti, e adottare una buona postura per ridurre il disallineamento del viso.

Tutte le terapie mediche come farmaci o terapie fisiche come TENS, laserterapia o ultrasuoni devono essere prescritte dal medico dopo la valutazione e diagnosi del problema. In rari casi può essere necessario l’intervento chirurgico». Lo specialista riceve anche presso il centro Humanitas Medical Care di via Murat 13, a 450 metri dall’Ospedale.

Cosa si può mangiare dopo un intervento ai denti?

Estrazione denti: cosa mangiare dopo l’intervento – Dopo l’operazione, il paziente dovrà seguire una dieta leggera ma nutriente, per permettere l’assunzione dei farmaci ma anche per recuperare le energie, soprattutto nel caso di interventi in sedazione cosciente per via endovenosa o in anestesia generale, che richiedono il digiuno nelle 6 ore precedenti.

La dieta dev’essere prevalentemente liquida o semisolida, e deve basarsi su alimenti freddi o a temperatura ambiente, come ad esempio: gelato, yogurt, formaggio molle, purè, passato di verdura, carne macinata, pesce bollito, budino, frullato, succo o mousse di frutta. Almeno per una settimana bisogna evitare i cibi salati, speziati o piccanti e soprattutto le croste di pane, che potrebbero graffiare la zona operata.

Vanno evitati in generale tutti i cibi duri e gommosi, i cui residui potrebbero incastrarsi nella gengiva non ancora cicatrizzata e provocare fastidiose infezioni. Nei giorni successivi all’intervento può essere utile assumere anche dei fermenti lattici e degli integratori multivitaminici per riequilibrare la flora intestinale dopo l’assunzione di antibiotici e recuperare le forze.