Perché Si Stringono I Denti?

Perché Si Stringono I Denti
Attualmente, le cause che portano a digrignare i denti sono ancora poco conosciute, ma tra le più comuni vengono annoverate: Stress e ansia che si accumula durante la giornata e influisce negativamente sul sonno. Eccessivo consumo di bevande alcoliche o caffè. Alcuni farmaci, tra cui gli antidepressivi.

Cosa causa stringere i denti?

ll bruxismo è l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti. Questa attività è presente soprattutto durante il sonno, anche inconsapevolmente, e soprattutto nei periodi di maggiore stress o tensione. In alcuni casi può essere presente anche durante il giorno rendendo il suo trattamento più difficile. È un’attività “parafunzionale” proprio perché non rientra nella “funzione” propria della bocca, come altre abitudini che fanno parte della vita di tutti i giorni: masticare gomme, mangiarsi le unghie, morsicarsi le labbra, morsicare penne o matite. La maggior parte delle persone non sono neanche consapevoli di queste abitudini, eppure possono causare danni notevoli a varie strutture dell’organismo.

  • Le strutture coinvolte sono: i denti, il tessuto di supporto dei denti (l’osso dei mascellari e le gengive), i muscoli della masticazione e le articolazioni temporomandibolari.
  • Digrignare i denti, cioè farli strisciare o sfregare gli uni contro gli altri, comporta una notevole usura dei denti, che col tempo si consumano.

Se invece prevale il serramento dentale, cioè l’atto di stringere forte i denti tra loro, l’usura è minore, però si formano delle piccole filature dello smalto dei denti, cioè delle spaccature dovute alla pressione. Si possono anche verificare delle fratture dei denti e delle protesi, oppure la perdita frequente di otturazioni o di capsule o ponti che si decementano. Perché Si Stringono I Denti Il bruxismo crea soprattutto un notevole affaticamento della muscolatura masticatoria non concedendole tempo per rilassarsi. Infatti, i muscoli della masticazione dovrebbero essere attivi per circa 1, 2 ore al giorno per masticare i cibi durante i pasti, oltre ad una minima attività durante il resto del giorno per parlare e deglutire.

Per il resto dovrebbero aver modo di riposare. Se invece una persona soffre di bruxismo, i muscoli vengono attivati continuamente, soprattutto durante il sonno quando dovrebbero riposare e, come qualsiasi altro muscolo del corpo, si affaticano e diventano dolenti. Questo affaticamento si può estendere anche ai muscoli del collo e delle spalle, dando origine a forme di mal di testa soprattutto al risveglio,

Le forze che si sviluppano negli episodi di bruxismo si scaricano anche sulle articolazioni temporomandibolari, che si possono infiammare e diventare dolenti. Oppure possono andare incontro a dislocazioni del disco articolare, con conseguenti disfunzioni come schiocchi articolari nei movimenti di apertura e chiusura della bocca, deviazioni o limitazione dell’apertura della bocca.

  • Questo rischio potrebbe essere superiore qualora sia presente una significativa malocclusione dentale, che può anch’essa sollecitare in modo eccessivo sia le articolazioni temporomandibolari, sia i muscoli della masticazione.
  • La causa del bruxismo non è nota, per quanto ci siano alcune teorie sulla sua origine.
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In passato si ipotizzava che interferenze nell’occlusione dentale potessero scatenare questa attività come in un tentativo dell’organismo di eliminarle consumandole digrignando i denti. Tuttavia, gli studi più recenti hanno mostrato che questa ipotesi non ha alcuna base scientifica.

Per questo motivo, terapie volte ad eliminare queste interferenze, come il trattamento ortodontico oppure un molaggio selettivo (cioè “limare” i denti per consentire un contatto più uniforme) che si utilizzavano in passato, non sono più indicate per la cura del bruxismo e non portano a risultati soddisfacenti.

Alcuni studi suggeriscono che il bruxismo sia legato allo stress, e in alcune persone questo sembra essere vero perché loro stessi notano questa associazione. Ovviamente in questi casi è utile utilizzare tecniche di rilassamento, come esercizi di rilassamento, lo yoga, la meditazione e il training autogeno, ma anche una passeggiata rilassante all’aria aperta o dedicarsi al proprio hobby preferito, per contrastare lo stress e ridurre di conseguenza il bruxismo.

  • Ci sono poi alcune malattie neurologiche che provocano la comparsa di movimenti involontari e aumentano anche l’attività dei muscoli della masticazione e quindi il bruxismo.
  • Ovviamente in questi casi l’intervento del neurologo è indispensabile.
  • Anche le apnee ostruttive del sonno sono state associate a bruxismo.

Sembra che i soggetti che soffrono di queste patologie del sonno tendano anche a soffrire maggiormente di bruxismo. Non si sa ancora se e in che modo queste due fenomeni siano correlati, si ipotizza che l’attivazione dei muscoli masticatori che avviene durante gli episodi di bruxismo possa aumentare la pervietà delle vie aeree e sia quindi un meccanismo di difesa dell’organismo che si attiva in seguito agli episodi di apnea.

  1. Come ultima ipotesi si deve considerare che alcuni farmaci possono dare effetti collaterali che coinvolgono l’attività muscolare provocando bruxismo, tra questi ci sono alcuni neurolettici e antidepressivi.
  2. Qualora questo succeda, si può parlare con il medico che li ha prescritti per valutare se sia possibile sostituire il farmaco con un altro, oppure modificarne il dosaggio.
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Indipendentemente dalla causa del bruxismo ci sono dei sistemi che permettono di controllarlo e di evitare, o perlomeno ridurre, i danni che può causare alle varie strutture della bocca. Ovviamente non è possibile controllare consciamente il bruxismo quando si verifica durante il sonno, però è possibile utilizzare un bite, che permette di ridurre gli effetti del bruxismo (vedi figure). Perché Si Stringono I Denti Con il bite si può anche modificare la posizione della mandibola, se questa risulta scorretta, migliorando l’attività dei muscoli masticatori e i rapporti tra le strutture delle articolazioni temporomandibolari. Perché Si Stringono I Denti Se il bruxismo è presente anche durante il giorno è importante imparare a controllarlo. Infatti non si può pensare di utilizzare un bite anche durante il giorno, se non per un periodo di tempo limitato. Se la tendenza a stringere, serrare e digrignare i denti si presenta solo in alcuni momenti ben precisi (ad esempio durante un lavoro stressante o durante la guida), è indispensabile riuscire a identificare questi momenti in modo da prestare particolare attenzione ed evitare il bruxismo.

  • Se invece tale tendenza si presenta in modo imprevedibile durante la giornata, si può usare uno stratagemma per cercare di ricordarsi di ridurla il più possibile.
  • Si possono usare degli adesivi o dei post-it attaccandoli nei posti che si frequentano comunemente, ad esempio sul computer, sullo specchio del bagno, sul volante della macchina, ecc., in modo che vedendoli ci si ricordi di evitare di stringere, serrare o digrignare i denti, mantenendo una posizione di riposo: labbra chiuse e denti separati.

Per lo stesso motivo si può impostare una sveglia sul telefono ogni 20-30 minuti oppure utilizzare un’applicazione per smartphone: No Clenching, che invia una notifica periodicamente per ricordarci di non stringere o digrignare i denti. Permette anche la compilazione di un diario, memorizzando gli episodi di bruxismo e la sintomatologia associata. Perché Si Stringono I Denti Leggi le testimonianze

Quando stringo i denti mi fanno male?

Le tipologie di dolore ai denti – Perché Si Stringono I Denti Dopo aver visto quali possono essere le principali cause che portano ad avere un dente dolorante al tatto o un dolore diffuso su tutti i denti, analizziamo brevemente le varie tipologie di dolore che si possono provare. Un dolore improvviso e lancinante può essere dovuto, ad esempio, a una carie.

  • Se non tempestivamente curata, questa può portare ad un’infiammazione della polpa dentale e, dunque, ad una pulpite,
  • In quel caso, il dolore si fa davvero intenso e il dente non è dolorante solo al tatto, ma indipendentemente da qualsiasi stimolo.
  • Inoltre, il dolore non sembra attenuarsi con i classici analgesici.
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Se il dolore al dente è più sopportabile, ma fastidioso e le gengive appaiono gonfie e sanguinanti, potrebbe trattarsi di un’infiammazione delle gengive, vale a dire una gengivite, Questa, se non curata per tempo, potrebbe anche degenerare e portare alla parodontite.

Quanto dura l’infiammazione temporo mandibolare?

Come curare l’infiammazione temporo mandibolare – La prima terapia a cui si pensa quando si parla di infiammazione è quella farmacologica. Gli antinfiammatori sono i farmaci di prima scelta per ridurre il dolore e l’infiammazione dell’articolazione temporo mandibolare.

  • Anche se a volte sono efficaci, capita spesso che non diano risultati nel lungo periodo.
  • Questo perché il processo infiammatorio vero e proprio è di breve durata.
  • In genere dura 7-10 giorni,
  • Dopo questo lasso di tempo, il dolore non è più causato dall’infiammazione.
  • Per questo motivo, il farmaco ha effetto se il problema è acuto, cioè se il dolore è presente da poco tempo.

Se invece il disturbo dura da mesi (cioè è cronico), la cura farmacologica è molto probabile che non sia più efficace. Cosa fare allora in questi casi? Per poter risolvere un problema cronico alla mandibola è sempre necessaria una cosa: sapere cosa si ha! È quindi fondamentale per prima cosa sapere qual è il problema, quali sono le strutture coinvolte e, sulla base di queste informazioni, stabilire la cura più appropriata.

Quando stringo i denti mi fanno male?

Le tipologie di dolore ai denti – Perché Si Stringono I Denti Dopo aver visto quali possono essere le principali cause che portano ad avere un dente dolorante al tatto o un dolore diffuso su tutti i denti, analizziamo brevemente le varie tipologie di dolore che si possono provare. Un dolore improvviso e lancinante può essere dovuto, ad esempio, a una carie.

Se non tempestivamente curata, questa può portare ad un’infiammazione della polpa dentale e, dunque, ad una pulpite, In quel caso, il dolore si fa davvero intenso e il dente non è dolorante solo al tatto, ma indipendentemente da qualsiasi stimolo. Inoltre, il dolore non sembra attenuarsi con i classici analgesici.

Se il dolore al dente è più sopportabile, ma fastidioso e le gengive appaiono gonfie e sanguinanti, potrebbe trattarsi di un’infiammazione delle gengive, vale a dire una gengivite, Questa, se non curata per tempo, potrebbe anche degenerare e portare alla parodontite.